Il netturbino
l'inizio:
filosofico:
poetico:
erotico:
Romanzo di 243 pagine
Indice
I due netturbini prima di separarsi per andare nelle rispettive zone di spazzamento, fermarono i tricicli e li disposero contromuro. S'accesero la marca preferita di sigaretta, poi si scambiarono come sempre parole di racconto e di giudizio sui giorni precedenti.
Per abitudine facevano quella prima sosta nel vicolo più appartato e semibuio, dove il chiarore d'alba non aveva ancora illuminato.
- Si ricomincia come al solito a pulì scaracchi e caate sulla schiena della città - commentò sarcastico lo spazzino più anziano, con la cadenza dialettale tipica dei toscani.
- L'altra mattina ho riempito mezzo bidone di preservativi-, rispose l'altro, più risentito che incazzato. -
- In che zona eri ? -
- A dillo un sembra vero, ma lastricato di quella roba schifosa era nientemeno ch'el Vìolo della Felicità -
- Il nome ni s'addice. Per chi trombava era nel posto giusto -
- Collima perfetto il tu paragone -
- Però chiavà contro muro un è che t'abbuffi di piacere, sicuro e a tu agio -
- Quando ti s'arizza e un c'è nessuno, tu lo 'apisci, ogni posto è ganzo -
- T'ha ragione, codesto vìolo è frequentato da chiavatori - ...
- Si ricomincia come al solito a pulì scaracchi e caate sulla schiena della città - commentò sarcastico lo spazzino più anziano, con la cadenza dialettale tipica dei toscani.
- L'altra mattina ho riempito mezzo bidone di preservativi-, rispose l'altro, più risentito che incazzato. -
- In che zona eri ? -
- A dillo un sembra vero, ma lastricato di quella roba schifosa era nientemeno ch'el Vìolo della Felicità -
- Il nome ni s'addice. Per chi trombava era nel posto giusto -
- Collima perfetto il tu paragone -
- Però chiavà contro muro un è che t'abbuffi di piacere, sicuro e a tu agio -
- Quando ti s'arizza e un c'è nessuno, tu lo 'apisci, ogni posto è ganzo -
- T'ha ragione, codesto vìolo è frequentato da chiavatori - ...
filosofico:
- Sorvoliamo per compassione caro pinocchiaccio snasato, robe tue. Racconta del Bongi e de su ciòttoli. Ormai m'è passato il grugno, e ti vò sentire -
- Se ti garba. Mi venn'a trovà a casa. La mi moglie ni diede il grappino, e lui la baciò sulla mano come fanno al cinema -
- Col grappino l'avete subito esaltato -
- Già, lui un pò reagì che a codesto modo. Mi toccò la cavigliona ingessata, si sbottonò la camicia, tirò fòri la lettera, me la diede in mano, disse grazie di tutto, e uscì come un frullo sparendo in fondo al viale con la su bicicletta -
- E' combinato così. Gli piace ruzzà come i bimbetti. Ma un è difetto. Vòl dì che dentro è rimasto giovane. Però la mossa un è delle sue. Strano. Al solito ti fa pescà nella sacca -
- Era na busta di quelle rosse commerciali. Dentro c'era il sasso levigato e sottile come il velo d'una cipolla -
- E il colore? -
- Sul grigio, però schiarito dalla corrente del fiume. Di forma tonda, un palancone di quelli d'una volta, però più grossa -
- E un c'era scritto nulla ? -
- C'era scritto quello che t'ho detto all'inizio. Parole che somigliano alle tue -
- Cioè -
- Da una parte diceva: il male del Bene è Dio -
- Poi? -
- Dall'altra c'era scritto un pò come sulla tua -
- Sarebbe a dì? -
- Quando muore la vita chiude l'occhi, poi li riapre nella morte che sorride -
- Figlio d'un crisantemo! Chi c'avrà messo nel su pensiero queste parole di magia ?! -
- Metafora dice che fra il Bongi e la parola in assoluto, con la maiuscola, c'è na scala che Vento sale e scende liberamente. Ogni volta porta su le parole di quaggiù. E quando scende, porta giù le parole di lassù -
...
- Se ti garba. Mi venn'a trovà a casa. La mi moglie ni diede il grappino, e lui la baciò sulla mano come fanno al cinema -
- Col grappino l'avete subito esaltato -
- Già, lui un pò reagì che a codesto modo. Mi toccò la cavigliona ingessata, si sbottonò la camicia, tirò fòri la lettera, me la diede in mano, disse grazie di tutto, e uscì come un frullo sparendo in fondo al viale con la su bicicletta -
- E' combinato così. Gli piace ruzzà come i bimbetti. Ma un è difetto. Vòl dì che dentro è rimasto giovane. Però la mossa un è delle sue. Strano. Al solito ti fa pescà nella sacca -
- Era na busta di quelle rosse commerciali. Dentro c'era il sasso levigato e sottile come il velo d'una cipolla -
- E il colore? -
- Sul grigio, però schiarito dalla corrente del fiume. Di forma tonda, un palancone di quelli d'una volta, però più grossa -
- E un c'era scritto nulla ? -
- C'era scritto quello che t'ho detto all'inizio. Parole che somigliano alle tue -
- Cioè -
- Da una parte diceva: il male del Bene è Dio -
- Poi? -
- Dall'altra c'era scritto un pò come sulla tua -
- Sarebbe a dì? -
- Quando muore la vita chiude l'occhi, poi li riapre nella morte che sorride -
- Figlio d'un crisantemo! Chi c'avrà messo nel su pensiero queste parole di magia ?! -
- Metafora dice che fra il Bongi e la parola in assoluto, con la maiuscola, c'è na scala che Vento sale e scende liberamente. Ogni volta porta su le parole di quaggiù. E quando scende, porta giù le parole di lassù -
...
poetico:
Pedalava con vigore imprimendo alla bicicletta una discreta velocità, con l'aria quasi violata dal mezzo meccanico, e insieme tagliata dalla scure del suo corpo, che gli stava scompigliando con forza il volume dei capelli.
Giganti ramosi e fogliuti vibravano ai lati dell'immenso viale serpentino, esprimendo una forza naturale così piena e visibile, da non avere confronti.
Dopo il viale c'era da percorrere la via del cimitero silenziosa e cipressata, nel suo indecifrabile sonno di persone sepolte, che non erano più capaci di respirare, di guardare il fiume i poggi nè di cogliere un fiore.
Poi s'affacciava l'enorme piazza circolare costellata di eleganti lampioni, che aveva il compito di smistare il frettoloso traffico veicolare
Infine, dopo la tronfia strada bottegaia del Giannotti, appariva la cementosa e frenetica sede della Società di Nettezza Urbana, luogo di lavoro e scarico incessante di pattume.
Un'alba sorniona e ancora sopita nel dormiveglia, sonnecchiava dietro le cime del mondo, in attesa d'acciuffare il cielo, rosseggiandone la facciona d'aria come faceva, birichina, da secoli.
...
Giganti ramosi e fogliuti vibravano ai lati dell'immenso viale serpentino, esprimendo una forza naturale così piena e visibile, da non avere confronti.
Dopo il viale c'era da percorrere la via del cimitero silenziosa e cipressata, nel suo indecifrabile sonno di persone sepolte, che non erano più capaci di respirare, di guardare il fiume i poggi nè di cogliere un fiore.
Poi s'affacciava l'enorme piazza circolare costellata di eleganti lampioni, che aveva il compito di smistare il frettoloso traffico veicolare
Infine, dopo la tronfia strada bottegaia del Giannotti, appariva la cementosa e frenetica sede della Società di Nettezza Urbana, luogo di lavoro e scarico incessante di pattume.
Un'alba sorniona e ancora sopita nel dormiveglia, sonnecchiava dietro le cime del mondo, in attesa d'acciuffare il cielo, rosseggiandone la facciona d'aria come faceva, birichina, da secoli.
...
erotico:
La Tosca era di casa dopo la prima curva dell'Anfiteatro, venendo dal Fillungo, angolo Farmacia. Si e no centocinquanta metri dal suo stambugio in affitto.
Quando suonò il campanello a tirante, di quelli rimasti uguali a centanni prima, e mai ripudiati dall'intero quartiere, aspettava che la Tosca lo riconoscesse dal vigore inconsueto da lui volutamente impresso alla scampanellata. Segno virile di forza,che subito la Tosca riconobbe, affacciandosi alla finestra che dava sulla via, urlando:
- Pallino fa meno il bischero e monta su, che il grappino te l'offro volentieri -
Il netturbino era una vita che saliva e scendeva quelle due rampe di scale. Amico di Ceràmia, che in toscano vuol dire ceramica, l'uomo della Tosca, e quasi un fratello per lei, che gli voleva bene da quand'era nata.
Pallino entrò in casa offrendole un sigarino come faceva sempre. Gesto e pensiero che a lei piacevano. Bevendo il bicchierino di grappa tosta già pronto sul tavolo della sala da pranzo, vistosamente ammobiliata in perfetto stile anni trenta.
Il focoso netturbino s'avvicinò , per consueta e sfottente abitudine, allo stupendo cazzo di ceramica che trionfava isolato sulla mensola, riflesso a tutta inquadratura da uno specchio ruffiano. E, sornione, capzioso, allusivo, disse:
- C'ho un amico favoloso ch'è nientemeno sei centimetri per tre sopra il tu campione sessuale del mondo, cara Toschina. Misurato più volte al millimetro di in persona. Lo vòi conosce? -
...
Quando suonò il campanello a tirante, di quelli rimasti uguali a centanni prima, e mai ripudiati dall'intero quartiere, aspettava che la Tosca lo riconoscesse dal vigore inconsueto da lui volutamente impresso alla scampanellata. Segno virile di forza,che subito la Tosca riconobbe, affacciandosi alla finestra che dava sulla via, urlando:
- Pallino fa meno il bischero e monta su, che il grappino te l'offro volentieri -
Il netturbino era una vita che saliva e scendeva quelle due rampe di scale. Amico di Ceràmia, che in toscano vuol dire ceramica, l'uomo della Tosca, e quasi un fratello per lei, che gli voleva bene da quand'era nata.
Pallino entrò in casa offrendole un sigarino come faceva sempre. Gesto e pensiero che a lei piacevano. Bevendo il bicchierino di grappa tosta già pronto sul tavolo della sala da pranzo, vistosamente ammobiliata in perfetto stile anni trenta.
Il focoso netturbino s'avvicinò , per consueta e sfottente abitudine, allo stupendo cazzo di ceramica che trionfava isolato sulla mensola, riflesso a tutta inquadratura da uno specchio ruffiano. E, sornione, capzioso, allusivo, disse:
- C'ho un amico favoloso ch'è nientemeno sei centimetri per tre sopra il tu campione sessuale del mondo, cara Toschina. Misurato più volte al millimetro di in persona. Lo vòi conosce? -
...
Romanzo di 243 pagine
Indice
- Capitolo 1 - Primo dialogo netturbino
- Capitolo 2 - Il netturbino laureato
- Capitolo 3 - Da Metafora
- Capitolo 4 - Primo giorno da netturbino
- Capitolo 5 - Secondo dialogo netturbino
- Capitolo 6 - Le tre pietre del Bongi
- Capitolo 7 - Lezione di narralirismo
- Capitolo 8 - Netturbini d'alba e romantici
- Capitolo 9 - Secondo giorno da netturbino
- Capitolo 10 - Il netturbino superdotato
- Capitolo 11 - Terzo giorno da netturbino
- Capitolo 12 - Lotta per abolire sedicimila scalini al giorno
- Notizie finali
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